Visualizzazione post con etichetta Incontri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Incontri. Mostra tutti i post

TEDx Lake Como 2011

Segnaliamo questa pregevole iniziativa dei nostri vicini del Politecnico, che aprono le porte del TEDx Lake Como anche a tutti gli studenti dell'Insubria che desiderano partecipare. Le conferenze proposte hanno l'aria di poter essere molto interessanti. Trovate tutte le informazioni qui.

Errata


L'Associazione ASBAC ci segnala che la conferenza del dott. Semplice prevista il 5 maggio sui modelli matematici per la prevenzione del degrado e il restauro dei monumenti si terrà il 6 maggio alle ore 16:30 in aula magna. Partecipate numerosi!

ASSEMBLA STUDENTI

Venerdì 12 novembre
ore 14:15
Aula A.04

ASSEMBLEA
rivolta a tutti gli studenti
e in particolare alle matricole

I rappresentanti degli studenti in Consiglio di Facoltà, nei Consigli di Coordinamento Didattico & friends vogliono dare il benvenuto
a tutti i nuovi studenti spiegando come funziona
il nostro Ateneo e dando qualche dritta su come vivere al meglio
gli studi universitari.

Si parlerà anche della protesta dei ricercatori, principale causa
del travaglio di questo inizio di anno accademico.

PARTECIPATE NUMEROSI!

Assistenti "PAGATI" open day cercasi

Come forse saprete il 7 maggio ci sarà l'open day di tutta l'università, e la nostra facoltà in particolare proporrà un programma molto fitto e molto interessante, che vi riassumo brevemente qui sotto:
  • Mattino: presentazione della Facoltà e dei corsi di laurea, banchetti interattivi di Fisica, Matematica e Chimica dove gli studenti delle superiori potranno "mettere le mani" in sistemi particolarmente curiosi, sotto la supervisione di noi studenti e di docenti e ricercatori della Facoltà, oltre al solito stand informativo per chiedere informazioni sui corsi di laurea.
  • Ora di pranzo (13 - 14): trasferimento, probabilmente mezzo bus, degli studenti delle superiori interessati alla sede di via Valleggio; pranzo offerto dal centro orientamento, "isole" dove si potrà parlare con gli studenti di Scienze, in un clima molto conviviale, di cosa vuol dire studiare da noi. E gelato all'azoto liquido offerto dai chimici.
  • Pomeriggio: ciclo di conferenze soft, simpatiche, visite ai laboratori di Fisica (e penso Chimica) e ancora possibilità di interagire con gli studenti della Facoltà per le più disparate domande.
C'è bisogno della collaborazione di tutti voi, per poter offrire questo open day straserio. Il pagamento è in magliette dell'Insubria, senza contare la gloria, il motivo principale per cui ci sbattiamo a fare tutte queste iniziative.
In particolare, ci sono tre fasi in cui c'è bisogno di collaborazione. Ovviamente se siete disponibili solo per una o due, va comunque benissimo:
  • Preparazione dei kit distribuiti agli studenti delle superiori che parteciperanno (ci troviamo mercoledì 5 alle 16.30 in viale Masia, all'ufficio orientamento).
  • Partecipazione attiva al mattino, o come assistenza ai banchetti interattivi, o all'interno dell'aula dove ci saranno le presentazioni (per rispondere alle eventuali domande poste dagli studenti), o allo stand dell'orientamento, per raccontare la propria esperienza e rispondere alle domande.
  • Partecipazione attiva al pomeriggio, mangiando e rispondendo a domande degli studenti durante la pausa pranzo, mantenendosi a disposizione per altre domande al pomeriggio, oppure collaborando per le visite ai laboratori.
Chiunque fosse disponibile sarà il benvenuto. Fatemi sapere le vostre possibilità scrivendomi.

Resoconto non richiesto della prima assemblea

Per aggiornare coloro che non avevano potuto essere presenti alla prima riunione tenuta dal preside di Facoltà (e che ebbe un gran successo, essendo stata riempita l'aula magna completamente), mi affido alla poca memoria e agli appunti ingarbugliati presi quel giorno, e tiriamo un po' le fila dei discorsi affrontati.
L'attenzione si era focalizzata sin da subito sull'Università dell'Insubria, siccome protagonista degli articoli della stampa di quei giorni era la polemica attorno al voto in sede di Senato Accademico riguardo ad alcuni trasferimenti di professori: il preside di Scienze aveva infatti reclamato la non validità del voto in quanto sarebbe stato anticostituzionale rispetto alla legislazione universitaria.
(In particolare, sia Rettore che Rettore vicario avrebbero potuto richiedere la minoranza di blocco [1], vista l'astensione di tre dei cinque presidi di facoltà, che avrebbe invalidato la votazione: ma non lo fecero).
Il discorso partiva dunque da lontano: l'università dell'Insubria nasce con una legge dello Stato nel 1998; alla nascita comprendeva due facoltà: Scienze Varese (biologia) e Scienze Como (matematica-fisica-chimica). La motivazione per cui si scelse la via del bipolarismo è presto detta: il territorio richiedeva due sedi universitarie, le quali però non avrebbero avuto grosse chance di sopravvivenza a lungo termine, dato il piccolo numero di iscritti; un modello bipolare con pari dignità fra le due sedi sarebbe stato una panacea per ovviare a tali problemi. Così da Pavia giunsero a Varese i primi corsi, e da Milano a Como gli altri.
La pari dignità è sancita nell'accordo originario che diede il via all'istituzione dell'università: con le esatte parole riportate nel documento, si stabilisce che "il prevalere di una sede rispetto all'altra deve essere assolutamente scongiurato"[2]. Per legge, quindi, veniva previsto che la crescita avvenisse in egual modo per Como e per Varese; la pari dignità veniva stabilita anche per i fondi, che sarebbero stati destinati per il 50% alla sede varesina e per il restante 50% a quella comasca.
Tra le norme finali del documento, si parla della facoltà di Scienze Como: si prevedeva infatti che venisse "consolidata" (sic) la Facoltà di Scienze MM FF NN di Como.
Si legge in calce all'accordo: "Le clausole del presente accordo possono essere modificate solo con la firma di tutte le parti" che all'epoca firmarono il documento: ministero, rettore di Milano, rettore dell'università di Pavia, Camera di Commercio e Regione Lombardia tra le altre.
La tesi sostenuta dal preside di Facoltà e argomentata mediante queste informazioni era quindi l'incostituzionalità dello squilibrio nell'assegnazione dei fondi e dei paventati tagli alla Facoltà di Scienze Como.
Ma la materia di discussione più recente e scottante era il trasferimento di alcuni docenti a Varese, il che comporterebbe l'obbligo di chiusura di alcuni corsi di Laurea: è entrata infatti in vigore la riforma voluta dal MIUR che stabilisce un minimo numero di docenti per l'attivazione dei corsi di laurea.
Di nuovo, la tesi sostenuta fu la violazione degli articoli dell'accordo; infatti, se nel 1999 Scienze Va contava 39 docenti e Scienze Co 46, con i trasferimenti si giungerebbe a una situazione di 84 docenti (Va) contro 81(Co): una crescita quindi del 142% nel numero di prof varesini, contro il 61% dei comaschi; e ciò si opporrebbe all'articolo sopra citato, che stabiliva crescita equilibrata per l'una e l'altra sede. Se venissero accettate le richieste di trasferimento, Como rimarrebbe quindi con 74 docenti. La legge 270 (?) stabilisce che per aprire corsi di laurea (triennale+specialistica) in Fisica, Matematica e Chimica devono esserci almeno 20 docenti; mentre per le Lauree Triennali in Scienze Ambientali e Scienze della Comunicazione ne basterebbero 6, e 8 per la specialistica in Scienze Ambientali. Il numero minimo di docenti che può garantire la presenza dei corsi sopra detti è quindi di 80; attuando i trasferimenti, Scienze Como non potrebbe attivare tutti quei corsi.
Perché si è citato Scienze della Comunicazione? Perché in sede di Senato Accademico si votò per l'attivazione di questo nuovo corso di laurea a Como, che rientrerebbe sotto l'egida della Facoltà di Scienze.
Ma la votazione di cui si parla è ritenuta anch'essa non valida dal preside di facoltà: ci spiegò che all'ordine del giorno, punto 4.4, vi era l' "applicazione del DM270 e implicazioni conseguenti"[3], e sotto tale punto fu fatta rientrare la richiesta di trasferimento di 12 docenti di Scienze Como.
Lo statuto dell'università vuole che per i trasferimenti l'ultima parola spetti ai rappresentanti della Facoltà interessata. In particolare, a pronunciarsi avrebbero dovuto essere i presidi di Facoltà, che in quella votazione si astennero in maggioranza (3 astensioni su 5) poiché spingevano per la conservazione di uno fra i corsi di laurea in Informatica o Scienze dei Beni e delle Attività Culturali a Como; tuttavia il voto non fu annullato. Si pensò di arrivare a un compromesso: lasciare i docenti liberi di scegliere in quale sede insegnare, purchè i fondi non si trasferissero con essi, ma rimanessero a Como. Tuttavia il compromesso non venne accettato.
La soluzione ipotizzata per tentare di rimediare a quanto fin qui detto era il ricorso al TAR motivato da una violazione della legge istitutiva: una vittoria del ricorso sospenderebbe il provvedimento e obbligherebbe l'Ateneo a rivedere le proprie decisioni. Anche le istituzioni balenarono l'idea di fare ricorso contro la violazione degli accordi finanziari stabiliti nello Statuto e non ottemperati.
Tuttavia altre constatazioni gettavano ombre fosche sul futuro della facoltà in quei giorni: si parlava di pensionamenti imminenti. Ebbene, anche questo punto fu trattato: in effetti di qui a 4 anni si avranno 10 pensionamenti per raggiunti limiti d'età. La riforma dei fondi alle università [4] sancisce che le università che impieghino il 91% del fondo ordinario per stipendi, vengano private dei finanziamenti; tale soglia, in base ad alcune proiezioni, scatterà per l'università dell'Insubria nel 2010. Se il trend venisse confermato, oltre il 2010 non sarebbe possibile assicurare la conferma dell'offerta formativa per l'Insubria, in quanto la mancanza di fondi non permetterebbe il reclutamento.
Ma allora perché l'Ateneo propone riforme formative senza poter assicurare la permanenza futura dell'università?
Si era tornati, mediante questa domanda, ad analizzare la significatività di una Facoltà di Scienze dure a Como: supportata dagli enti locali per la vocazione manifatturiera della zona comasca, rinnegata dalle scelte di Ateneo che conterebbero di rimpinguare le casse proponendo Scienze della Comunicazione al posto di Informatica e SBAC.
Scienze della Comunicazione si era trovato a sua volta al centro dei dibattiti in merito ai trasferimenti: come motivazione dei trasferimenti, i docenti avevano spiegato di voler insegnare al corso di Sc. della Com. o Informatica a Varese, ma dovendo Scienze della Comunicazione essere aperto anche a Como, ci si domandava che senso avesse una tale motivazione.
In fin dei conti, una svolta era invocata: ma nel segno di una razionalizzazione sostenibile.
Anche di questo si parlò in Senato Accademico: vennero presentati tre diversi scenari di ristrutturazione dell'offerta formativa al fine di rientrare nei parametri ministeriali: ma nessuno di essi fu preso in considerazione. Nella visione peggiore, ci si restringerebbe ad avere a Como circa 60 docenti, il che garantirebbe di mantenere tre corsi di laurea 3+2: ma in tal caso bisognerebbe sacrificare Matematica o Scienze Ambientali.
Quasi in chiusura di assemblea, venne evocata un'azione meno recente del Senato Accademico che ebbe conseguenze ugualmente in contrasto con la legge istitutiva: all'epoca del ministero Moratti, una commissione ministeriale aveva redatto una valutazione nazionale (l'unica non autoreferenziale) della ricerca nelle università e nei dipartimenti. In base a tale studio, l'università dell'Insubria aveva conseguito il quarto posto fra i piccoli atenei per la Matematica, il settimo, con un punteggio superbo di 0.95 punti, per la Fisica, e il quarto per la Chimica. Da notare che fra i piccoli atenei si annovera la Scuola Normale Superiore di Pisa, sorpassata dai ricercatori comaschi nella classifica per la Chimica. Grazie ai risultati conseguiti dall'Ateneo in merito alla qualità della ricerca, venivano assegnati all'università dell'Insubria 6 nuovi posti.
Nonostante tali classifiche mostrassero una decisa affermazione della qualità della ricerca nel polo scientifico di Como, e benché il dipartimento varesino di Medicina avesse conseguito un modesto piazzamento (penultima fra i piccoli atenei), il Senato Accademico assegnò a Como 2 dei 6 posti disponibili, mentre i restanti 4 furono assegnati a Varese.
Con una panoramica piuttosto ampia su passato e presente dell'università, si giunse quindi alle fatidiche conclusioni concernenti il possibile futuro: nessuna possibilità di tagliare i costi se non tagliando docenti, perché così prescrive la 270.

Mi scuso per sviste/errori che forse potreste trovare in questo resoconto. In fatto di legislazione, burocrazia &co. sono decisamente ignorante.

[1] http://www.uninsubria.it/pls/uninsubria/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=562#orgacc

[2] http://www.uninsubria.it/uninsubria/allegati/pagine/4608/STATUTO_DEFINITIVO_AL_15.11.07.pdf

[3] http://www.uninsubria.it/pls/uninsubria/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=7066
ciccare su odg 18/11/09 –il verbale non è stato ancora pubblicato sul sito…

[4] http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7972Decret_cf2.htm


NORME INERENTI ALLA MOBILITA' INTERNA ED ESTERNA DEI DOCENTI: http://www3.uninsubria.it/uninsubria/allegati/pagine/1600/mobilita%20personale%20TA.doc

Opinioni sull'assemblea

Ciao a tutti, vorrei esprimere la mia soddisfazione per l'assemblea di oggi.
Mi scuso innanzitutto con chi non ha ricevuto l'avviso riguardante la modifica del giorno, spero non abbia portato a troppe difficoltà.

Passando al succo, credo che l'incontro sia stato un successo. Dato che la discussione è l'anima della democrazia, non avremmo potuto chiedere di meglio: sappiamo tutti come i canali di comunicazione fra di noi e con l'esterno siano molto labili, e avere la possibilità di parlare faccia a faccia con un buon numero di persone che si sono mostrate molto interessate credo sia il massimo potessi chiedere.

Quindi vi ringrazio per la partecipazione, e vi propongo una bozza per una lettera ai giornali. Fate sapere cosa ne pensate, se volete cambiare qualcosa, tutto, o niente. Ecco qui (ho separato le varie frasi; non fatemi le pulci su maiuscole e grammatica, quelle si sistemano):

Dopo l'ultima delibera del senato accademico dell'Insubria, che ha fatto molto discutere, si sono sentite dichiarazioni dai più svariati contenuti.

La cosa curiosa è che nessuno ha ancora proposto nero su bianco un programma per affrontare la situazione, o forse più importante pochi hanno detto a chiari termini cosa desiderano si faccia della facoltà di scienze como.

È importante tenerla aperta, chiuderla, cercare di accorparla a un'altra università?
Curioso anche come alcuni esprimano la necessità di avere una facoltà scientifica di alta qualità sul territorio.

Ma noi abbiamo già l'alta qualità richiesta, lo testimoniano svariati studi che riportano come la nostra facoltà di scienze como sia tra le prime in tutt'italia per la ricerca; e come la didattica sia di ottimo livello è dimostrato dagli incarichi importanti che ricoprono i nostri laureati in università italiane e straniere.

Allora, abbiamo la qualità richiesta e vogliamo che la facoltà continui a vivere? Lo si dica chiaramente! Si ritiene la facoltà non necessaria, o troppo costosa? Non si gridi a una bassa qualità che non avrebbe permesso alla facoltà di svilupparsi.

È opinione condivisa che, per quanto buone siano didattica e ricerca, ci sia qualcosa che non va nella facoltà, che avrebbe dovuto crescere maggiormente e avere un maggiore impatto sul territorio. Perché invece che continuare a farlo notare, non si cercano le cause di questo problema?

Sarebbe sicuramente molto produttivo individuare le scelte sbagliate e dare credito a chi invece si è reso promotore di decisioni che hanno portato beneficio, e stilare un programma atto a risolvere i guai provocati dalle prime, e dare credito agli ideatori delle seconde.

Siamo consapevoli degli sforzi fatti dagli enti locali, soprattutto degli investimenti per le infrastrutture, che si completeranno proprio in questi anni.

Chiediamo a chi è interessato alla nostra esistenza di farsi avanti, e discutere con gli enti competenti un ulteriore investimento di risorse preposto all'attuazione di un piano a lungo termine di collaborazione col territorio.

Proponiamo l'istituzione di borse di studio in numero superiore all'unità, in particolare per incentivare le figure professionali più richieste attualmente nelle zone di como e limitrofe.

Proponiamo una più stretta collaborazione tra gli enti locali, le industrie e i docenti e ricercatori dell'università per frequenti iniziative di innovazione, ricerca e sviluppo.

Chiediamo infine una volontà di innovazione che non si fermi all'eccellenza dei settori tradizionali, come la chimica tessile, ma che valorizzi tutta l'offerta scientifica dei laureati della nostra facoltà.


Aggiornamenti/2

Contrordine. Per problemi sopraggiunti, il preside giovedì questo non può.
Spostiamo l'assemblea a venerdì 18, anche se è un giorno della settimana un po' infelice. Solita ora, solito posto.

Aggiornamento stato delle cose

Ciao a tutti,
vi convochiamo a raccolta per questo giovedì 17 alle ore 13 in aula magna per un secondo incontro col preside, per un aggiornamento sulla situazione attuale delle cose.
Si sono mossi in tanti, dopo la delibera del Senato Accademico, e in occasione dell'incontro vi faremo una proposta pratica per prendere una chiara posizione come studenti di questa facoltà, e farci sentire dagli alti organi.
Venite numerosi.